Pubblicato il 30 Marzo 2015

“Mamma, mi inventi una storia? Con tutti i personaggi del mondo però!”

“Oh piccola mi spiace tanto, ma, togliendomi il dente, il dentista mi ha tolto anche la fantasia...”

“Davvero?!”

“No... sto scherzando... C’era una volta un cappellaio matto, due bambini Mixi e Nixi, un tappeto volante, una lampada di vetro rosa, un fantasmino giallo, un armadio senza ante, una casa senza tetto, un mulino a testa in giù, un libro dei perché?, una strega buona, un mago sordo, un albero senza foglie, un orso insonne, un gufo dormiglione, una finestra sul cortile, un lampadario di cristallo, un castello di pietra rossa, un paese senza strade, un campo di granoturco, una piscina vuota..."

Ronf ronf

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Pubblicato il 30 Marzo 2015

"Mamma da grande voglio fare la dottoressa, la maestra di inglese, la maestra di musica e la maestra di schiocca le dita!" "Mmhh mi sembrano tutte ottime scelte." :)

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Pubblicato il 9 Dicembre 2014

Dopo due anni e mezzo di scuola dell'infanzia comunale il nostro bilancio è più che positivo. Certo la maestra fa la differenza e a noi è andata più che bene. Qualche vicessitudine poco felice per un paio di mesi in cui gravidanze e malattie hanno destabilizzato la situazione,  ma per il resto è filato tutto più che liscio. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare un bel gruppo di genitori, presenti e solidali, i bambini hanno fatto gruppo e organizzano da soli le pizzate con gli amici! La maestra si preoccupa di chiamarti in ufficio per dirti che a M. è sceso un po' di sangue dal naso perché sa che non ti incontrerà all'uscita perché M. oggi si ferma al doposcuola, e ti chiama per dirti quale certificato serve per rientrare a scuola con i punti di sutura, perché sa che in quel momento sei dal medico a fare la medicazione. Che dire? M. proseguirà il suo percorso nella scuola primaria a fianco, la cui presentazione di oggi mi ha convinta molto più della scuola più "in  centro" e di sicuro non farà la prima scuola elementare al mondo di design, con l'80% di ore in inglese (qualche pedagogista del progetto, ammesso che ce ne sia uno, mi dovrebbe spiegare perché dovrei essere più interessata a insegnare a mia figlia l'inglese prima dell'italiano, vivendo noi a Milano. E anche perché un venditore inascoltabile cerca di convincermi a partecipare all'open day per sei mesi di fila. Una buona scuola non si "vende" da sé?). Del resto la maestra di teatro-danza in inglese dice che M. comincia a capire e che anche C. (frequentante scuola dell'infanzia bilingue privata) comincia anche lei a capire... Son soddisfazioni!Così sabato andremo alla giornata "scuola aperta", ma la scelta è già fatta e non ci faremo spaventare dagli infissi vecchi e da eventuali muri scrostati, mal che vada faremo un po' di scuola cantiere e "pitteremo" insieme ai bambini, prima di dare una mano al progetto biblioteca,  orto, informatica ecc. Certo speriamo che le maestre non interrompano il nostro trend positivo, perché confesso che la maestra tutta in nero con tacco 12 e aria annoiata un po' mi preoccupa... ma suvvia non giudichiamo dalle apparenze! E poi è una probabilità su sei...

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Pubblicato il 16 Novembre 2014

Cercati a destra e sinistra. in edicola, cartoleria, libreria.La risposta sempre uguale. Ora ci sono gli attacca stacca di peppa pig, titty, minny, winx.
Poi finalmente oggi alla città del sole, eccoli, i trasferelli!

Ricordo di tempi passati, oggi li ho potuti condividere con M.

Uno sfondo e sono nate già incredibili storie, di un re buffo che sta in equilibrio sul torrione del castello mentre la strega si aggira minacciosa con le mele avvelenate senza farsi vedere dalla principessa vanitosa, che non sa far altro che pettinarsi i capelli guardandosi allo specchio, mentre sua sorella vuole fare la ballerina e non gliene importa niente di aspettare un principe...

Mamma, se faccio la brava me ne compri un altro di "trasparello"?

Tutti i "trasparelli" del mondo per inventarsi mille storie e sconfiggere winx & co. con i loro tacchi 12 e le loro inguardabili minigonne inguinali!

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Pubblicato il 3 Novembre 2014

"Io vedo anche al buio, ho gli occhi come un gatto, come il mio rosa con gli occhi verdi che si illuminano."

"Ma allora non hai paura del buio. E come mai se ti svegli di notte vuoi venire nel lettone?"

"Mamma ma non è perché ho paura del buio, è perché voglio farvi compagnia. È gentile fare compagnia alle persone."

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Pubblicato il 23 Ottobre 2014

Ma come si fa a ritagliarsi un po' di tempo per stare dietro alle proprie passioni se la giornata vola e la lista delle cose ordinarie da fare non finisce mai? Io ci provo, ma non mi sembra di riuscirci un gran che bene... Tanta buona volontà, ma l'energia non basta per tutto. Eppure vedi mamme con più di un figlio che volteggiano tra pargoli, lavoro, doppio lavoro, postare sui social network serate ricche di appuntamenti culturali, trasferte lavorative, corsi, aperitivi, presentazioni. C'è qualcosa che non quadra. Ma qual è il vostro segreto? Fatevi avanti, scoprite le carte, condividete la vostra bacchetta magica. Chissà forse riuscirò a smettere di fare la trottola stracarica di pesi destabilizzanti e a diventare come voi!

Super mamme

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Pubblicato il 11 Ottobre 2014

Bilinguismo sì bilinguismo no

Parole di maestra di materna privata, giovane e intraprendente, a Milano: "Il bilinguismo a scuola sin dal nido è diventato una moda, se non è supportato a casa da genitori che parlano in quella lingua non serve a molto. Stasera faccio la baby sitter a un bambino di 5 anni obbligato dal padre a lezioni di inglese, risultato: detesta la lingua."

Sono assolutamente convinta che sia indispensabile nella vita conoscere la propria lingua madre in modo perfetto, sapere l'inglese a un livello non inferiore al B2 e aggiungere al proprio bagaglio tutte le lingue possibili.

Io ho imparato a scuola malissimo l'inglese perché ai tempi non lo sopportavo e a non farmelo piacere era, oltre alla mia mancata predisposizione ad apprenderlo, l'errato modo con cui me lo insegnavano. Ora gli strumenti a disposizione per apprendere una lingua, anche in età adultà, sono infinitamente più ampi e più divertenti e io non demordo. Sicuramente sono valse più le 30 ore fatte con insegnante madrelingua face to face che tutto il resto fatto in una vita. Le mie occasioni di parlare inglese oggi sono, a dire il vero, limitate agli incontri con lui per una birra insieme. Lui inglese doc è contrario alle lezioni che la sua scuola organizza per i bambini molto piccoli. Quando M. sarà più grande chiederò a lui di farle qualche lezione extra scuola (dove temo non siano migliorati molto i metodi di insegnamento). In Italia da 7 anni, si sposa ad agosto con un'italiana. In netta controtendenza: inglese, ha girato il mondo e ha deciso di mettere radici qui a Milano.

Da parte mia, invidia grande per chi ha genitori che parlano, per origini, lingue diverse e invidia anche per chi di origine italiana vive all'estero e i suoi figli imparano in modo naturale due/tre lingue senza sforzi.

M. frequentando la scuola pubblica a Milano non ha mai fatto inglese in classe e io mi guardo bene dall'insegnarglielo, se lo deve imparare meglio non da me!

A febbraio inizieranno i corsi di inglese a scuola, dieci lezioni a un prezzo irrisorio, gestiti da scuole di lingua esterne alla scuola con insegnante madrelingua. E' dall'anno scorso che lo voleva fare, ma è un corso riservato solo ai bimbi di 5 anni. L'altra sera però ha avuto una crisi perché non voleva fare più Teatro-danza perché la maestra (bravissima) parla con loro in inglese. Le ho allora raccontato dei viaggi di mamma e papà in giro per il mondo, spiegandole che anche noi non capivamo sempre tutto eppure ce la siamo sempre cavata, e che dire poi del nonno? Come riuscisse a cavarsela in quegli anni in certi Paesi è ancor oggi per me un mistero.

Ieri M. era felice come una pasqua di andare a teatro-danza e uscendo cantava tutta contenta "singarin arein"... Temo che abbia preso un po' da mamma... ma anche lei è una che non demorde!

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Pubblicato il 8 Ottobre 2014

Uscita dal tunnel corsi extra scolastici di M.,forse posso cominciare a fare progetti per me? Per fare tutto quello che avrei voglia di fare sarebbe necessario: più tempo; più energia; più soldi. Ma dai che ce la posso fare! Priorità: finire di scrivere il libro, trovare un agente per narrativa ragazzi, essere pronta per Bologna 2015 anche con il racconto illustrato. E poi a ruota intensivo di inglese e spagnolo, SEO e Social Marketing Media senza trascurare un minimo di attività fisica.

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Pubblicato il 1 Ottobre 2014

Mamma prudente con bimba sprezzante del pericolo

Da quando è nata mia figlia, probabilmente una delle frasi che ho pronunciato più spesso è "Stai attenta!" A volte sicuramente la dico anche se non è strettamente necessario, mi esce in automatico perché io sono sempre stata una persona dal temperamento prudente (là dove il limite tra prudenza e fifa si fa labile...) e mia figlia invece non sembra avere paura di fare niente.

Un amico un giorno mi ha detto che era meglio non continuare a dirle di stare attenta perché l'avrebbe frenata a sperimentare, a provare. Vero, probabilmente, ma direi che su di lei uno "stai attenta" in più o in meno ha poco effetto. E poi, a mia discolpa, io la metto in guardia, non le impedisco di provare...

Tra di noi ci sono poi quei 37 anni di differenza che cambiano di non poco le prospettive rispetto a ciò che può essere pericoloso fare, e c'è un'agilità fisica che caratterizza i nostri corpi letteralmente agli antipodi. Anche se a volte è goffa quanto agile (tipo cammino guardando indietro e prendo un muretto in piena fronte).

In ogni caso, io alla sua età non avrei mai osato arrampicarmi là dove arriva lei e mai mi sognerei di farlo ora. Stare lì sotto a guardarla mentre penzola dalle corde a testa in giù suscita in me un sacco di "oh brava!", ma mi fa comunque impressione e ho sempre paura che cada. D'istinto mi trasformerei in materasso come un barbapapà, se solo ne avessi i poteri.

Credo che abbia preso dal nonno, lui era così, sprezzante del pericolo e anche un po' sbruffone nel vantarsi di non aver paura. Ecco lei è uguale, ti guarda con quella sua stessa espressione, quella di chi non ha paura di farsi male. In cuor mio, spero solo che la frequentazione di PS di mia figlia sia inferiore a quella accumulata da mio papà e dal suo.

Una volta in 5 anni mi sembra un buon risultato, chissà forse quei, a detta di tutti troppi, "stai attenta!" avranno contribuito un po' a tenere una media così bassa?

Non posso far altro che trattenermi e incrociare le dita che non le succeda niente, perché se lei è Pippi io sono Annika.

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Pubblicato il 27 Settembre 2014

Che cos'è l'amore

Da quando c'è M. nella nostra vita abbiamo (sic!) rinunciato (speriamo solo temporaneamente) a fare vacanze itineranti con cambi di fuso ed effetto jet leg. Così quando è nata M. abbiamo aspettato che avesse quasi 2 mesi prima di partire per il nostro primo bungalow in camping. Da allora questa formula non l'abbiamo più abbandonata, alternata, finché stava sul passeggino, da una settimana a semizonzo con base in agriturismo.

E così quest'anno, raggiunti i 5 anni, siamo partiti alla volta del Cilento, sostituendo le tre settimane di media itineranti di un tempo, con non più di 3 notti nello stesso posto, con due settimane nello stesso luogo, alloggiati in una mobile home che di mobile non ha proprio niente, ma con il pregio di distare dalla spiaggia 30 m e dalla piscina 5.

Quella sera durante lo spettacolo dei bambini post baby dance (un mondo a noi alieno fino a pochi anni fa) se avessero chiesto a me che cos'è l'amore avrei risposto: "è stare per due settimane in vacanza al mare in Italia anziché girare dalla mattina alla sera in città lontane". E invece lei ha risposto così: "è aiutare papà a scegliere i fiori da regalare alla mamma".

E allora un po' ridi e un po' ti commuovi e pensi che nessun viaggio potrà mai essere tanto avventuroso e memorabile quanto quello di starti accanto, di aiutarti a crescere, facendo del nostro meglio.

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